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Addestramento

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Addestramento
Combinazioni
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L’Addestramento Tecnico si svolgerà sempre dopo la fase di riscaldamento e avrà un ruolo predominante durante lo svolgimento della lezione. L’attenzione maggiore e la concentrazione richiesta dalla parte tecnica saranno infatti il vero fulcro di una lezione ben riuscita. Alcuni Maestri o Allenatori meno dotati sotto il profilo tecnico-tattico tendono invece ad enfatizzare la preparazione atletica (a volte senza neanche farla bene…) spostando quindi l’attenzione dei propri atleti-allievi sulla fatica di una lezione più fisica, fatta di sudore ed esercizi estenuanti. Essi inizialmente vengono ben visti dai principianti in quanto fanno fare effettivamente tanto volume di lavoro, e il novizio affamato di allenamenti alla Rocky si butta con coraggio e vigore in questo tipo di lezione. Alla lunga però la mancanza di solide basi esce fuori, e il Trainer che non sa rinnovarsi, ampliare il suo programma e scendere nel dettaglio tecnico non ha vita facile.
La Kick Boxing è uno sport ad elevato contenuto tecnico e dagli smisurati confini tattici, solo un Maestro che sa spaziare in questi argomenti tirerà su atleti validi e saprà offrire sempre lezioni nuove e costruttive.
L’addestramento alla tecnica inizierà all’insaputa degli stessi allievi, già dalle fasi avanzate del riscaldamento, durante le quali il Maestro porrà le basi per l’apprendimento della coordinazione e delle funzionalità motorie necessarie poi allo svolgimento della tecnica nuda e cruda.
La lezione poi entrerà nel vivo con la parte specifica e gli atleti-allievi verranno posti al sacco, a coppie, o a gruppi ad eseguire determinate tecniche di colpi in combinazione. Le sequenze di colpi, schivate e spostamenti proposte avranno un carattere di continuità rispetto all’obiettivo da focalizzare ed apprendere, e carattere crescente rispetto alla difficoltà ed all’interazione con l’avversario. Un piccolo esempio:
-                     in una tecnica di base come potrà essere l’esecuzione di diretto sx, seguito da diretto dx e ancora da circolare sx al corpo;
la naturale prosecuzione di questo lavoro includerà dapprima l’aumento del numero dei colpi, ad esempio terminando la tecnica doppiando il circolare sx anche al viso;
successivamente aumenteremo ancora il numero di colpi, e per impedire all’atleta di concentrarsi maggiormente sull’esecuzione più complessa dei 2 calci, inseriremo infine un diretto dx volto a recuperare la posizione di guardia ed a tornare quindi all’assetto ottimale;
a questo punto la tecnica è passata da 3 colpi a 5 colpi, partendo dalla posizione di guardia e tornando esattamente nella stessa; è il momento di inserire l’elemento di interazione con l’avversario, e quindi la medesima tecnica verrà svolta con questa variante:
-                     dopo il primo colpo (diretto sx) l’avversario porterà a sua volta il diretto sx costringendo l’atleta ad indietreggiare (semispostamento o spostamento indietro), lo stesso poi ritornerà in avanti (un altro spostamento quindi…) per proseguire la sua tecnica con il diretto dx, circolare sx basso, circolare sx alto ed infine di nuovo diretto dx;
Ecco dunque che una tecnica di base, molto elementare e fluida è stata resa più dinamica e realistica immaginando la reazione dell’avversario ed interagendo con la difesa attiva ed il contrattacco al fine di portare a compimento l’intero schema di attacco.
Di esempi così se ne potrebbero fare a milioni, sempre diversi e via via più complessi.
Un altro fattore interessante dell’esempio appena proposto è la concatenazione dei colpi: sinistra-destra-sinistra-destra….
Agli atleti più giovani verrà proposta spesso questo tipo di alternanza. Sia per aiutarli ad acquisire quella fluidità nelle azioni, ruotando bene il corpo da un lato all’altro spostando l’equilibrio e il peso in un susseguirsi armonico e ritmico di movimenti circolari del busto e delle spalle, sia per velocizzare la memorizzazione della tecnica sapendo che ad un colpo sinistro ne seguirà sempre uno destro e così via.
Più avanti, con l’aumentare però del grado tecnico e delle abilità degli atleti queste loro prime certezze andranno lentamente demolite per costruire invece delle combinazioni tecniche meno elementari e decisamente aritmiche e atipiche, dove i colpi si susseguono con minore intuitività.
Questo aiuterà gli atleti a sviluppare maggiore coordinazione e destrezza e ad adeguarsi a colpire ed a schivare in situazioni sempre imprevedibili, a volte scomode, da posizioni innaturali e da traiettorie ostiche. Si potranno così creare ed allenare combinazioni complesse e difficili da eseguire che seppure non entreranno probabilmente nel bagaglio tattico dell’atleta, saranno utili ad affinare il suo senso dell’improvvisazione, tipo questa:
-                     dalla posizione di guardia, diretto sx e a seguire circolare sx al viso, schivata circolare sotto al gancio dx dell’avversario con contemporaneo arretramento della gamba sinistra per finire in guardia opposta, dalla quale portare calcio a uncino dx al viso doppiandolo con circolare dx, e tornando in guardia con una nuova rotazione inserire un gancio sx in chiusura.
Vi assicuro che anche se sono sempre 5 colpi non è facile da eseguire come la prima!
In sintesi se da un lato è bene automatizzare certe possibilità tattiche che effettivamente sono naturali e quindi possono essere allenate dal punto di vista della velocità e della potenza, è senz’altro anche importante allenare combinazioni meno naturali e “logiche” per predisporre l’atleta ad una continua ricerca della strada più efficace per imporsi sull’avversario. Che non necessariamente sarà quella più comoda.
La possibilità di eseguire questo genere di lavori, alternando sedute di allenamento molto ortodosse dal punto di vista delle combinazioni tecnico-tattiche proposte, ad altre decisamente meno semplici, sarà ovviamente condizionata dal livello degli atleti impegnati e dalla loro esperienza in questo sport, nonché dalla loro condizione di forma.
L’addestramento tecnico quindi è di natura varia. Nonostante questo esistono alcune combinazioni ritenute di base, quelle cioè che più o meno ogni atleta di medio livello conosce e padroneggia discretamente. Esse sono inoltre utili a creare quei primi presupposti coordinativi sui quali poi successivamente è possibile costruire applicazioni tecnico-tattiche più complicate. Di norma l’esecuzione di 2 diretti, sx e dx in sequenza, è la base pugilistica di ogni atleta, così come l’esecuzione di frontali e circolari sia singolarmente che in sequenza così come enunciati, costituiscono le fondamenta della mobilità di gambe richiesta a qualunque kick boxer.
È bene a questo punto ricordare che nonostante sia auspicabile un sostanziale equilibrio tra le tecniche di gambe e quelle di braccia, vige comunque la regola per la quale è obbligatorio portare almeno 7 calci in ogni round nei combattimenti di Kick Boxing. Questo sia chiaro, per evitare che uno sport con tanta dignità tecnica venga affrontato da atleti provenienti da altre discipline da ring, che destreggiandosi magari ottimamente in tecniche di Boxe affrontano la Kick Boxing solo per fare esperienza da rivendersi poi nella loro specialità naturale.


Ultimo aggiornamento Martedì 12 Maggio 2009 12:43
 
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