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| Gestione e metodi di allenamento |
| programmazione per classi di lavoro |
| Microcicli e Mesocicli |
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Una volta apprese le nozioni dei metodi di allenamento, ciò che resta da stabilire al Trainer, è la quantità, i modi ed i tempi di esecuzione degli stessi da parte dell’atleta da allenare.Si parla in questo senso di Programmazione. Intesa come valutazione e applicazione dell’allenamento sulle basi delle caratteristiche dell’atleta, delle sue carenze e necessità, degli obiettivi da raggiungere, dai tempi di recupero e dalla plausibile efficacia del metodo in rapporto alla durata dello stimolo, alla sua intensità ed al tempo necessario per la supercompensazione.
A tale proposito quindi si deve tenere conto della Sindrome di Adattamento Generale. In breve: quando si produce uno sforzo (= stress) per l’organismo abbastanza intenso da intaccarne le difese, questo reagisce adattandosi allo sforzo subito. Non solo, per un meccanismo di autodifesa noto come supercompensazione l’organismo produce un miglioramento superiore a quello necessario per compiere lo sforzo. In questo modo si assicura infatti non solo la ripetizione dello sforzo successivamente, ma anche di non doverlo subire pesantemente.
Perché avvenga questo adattamento è necessario che lo sforzo sia abbastanza intenso (submassimale) da produrre un disagio che prende il nome di Fase di Allarme. Durante questa fase l’atleta subirà il disagio fisico e psicologico dell’allenamento intenso e avvertirà dolori e indolenzimenti vari, nonché una spossatezza ed una sonnolenza generale e infine un aumento dell’appetito. Immediatamente successiva alla Fase di Allarme avremo poi la Fase di Recupero. Questa fase avrà come scopo quello di valutare i danni subiti, le materie plastiche danneggiate, le scorte esaurite o intaccate e provvedere quindi a ristabilire le normali condizioni organiche. In pratica il cervello agirà come uno strumento di autodiagnosi, valuterà quanto speso e provvederà attraverso il recupero fisico (sonno e riposo) e l’alimentazione (reintegro sostanze perse) al ripristino delle ottimali condizioni vitali. È in questa fase che nel valutare cosa e quanto reintegrare, l’organismo provvede a ricostituire non solo le riserve perse, bensì una quota maggiore proprio per fronteggiare in futuro lo sforzo con maggiori possibilità. Questa è proprio la Supercompensazione. Se ne deduce l’importanza dei fattori precedenti: se lo sforzo non sarà sufficiente ad attivare la Fase di Allarme o se la Fase di Recupero non sarà adeguata e sufficientemente lunga, non sarà possibile beneficiare della Supercompensazione ed in sostanza non si avrà alcun miglioramento.
Il grafico della Sindrome di Adattamento Generale (se ben eseguito l’allenamento) quindi si presenterà come una onda di valore crescente.
Se ne deduce che gli sforzi da sottoporre all’atleta dovranno essere di natura crescente, e che le pause dedicate al recupero dovranno essere successivamente più complete e proporzionate.
In virtù di quanto detto si torna al concetto di partenza, procedendo nella Programmazione con particolare attenzione nell’utilizzo dei carichi di lavoro e nella determinazione dei relativi tempi di recupero. Benché esistano delle basi più o meno valide alle quali ispirarsi in queste scelte, non esiste in assoluto il modo di determinare correttamente l’entità del carico ottimale né tantomeno la quantità esatta di recupero necessario. Di solito si stabilisce che per i lavori di forza assoluta e forza esplosiva sia necessario il recupero totale, mentre per i lavori di resistenza e di resistenza alla velocità il recupero sarà via via inferiore per aumentare proprio la capacità di resistere allo sforzo.
La gradualità e la successione temporale di queste scelte restano comunque totalmente affidate all’esperienza diretta ed alla sensibilità del Trainer e dell’atleta stesso, che deve costantemente aggiornare il preparatore sulle proprie condizioni e sensazioni di disagio.


