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I consigli del personal trainer

Resoconto Allenamento Funzionale

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28 ottobre 2009

 

L’allenamento funzionale funziona! Sembra un gioco di parole invece è solo la realtà.

In questi ultimi 5 mesi ho utilizzato gli esercizi funzionali come alternativa ai classici esercizi di body building e devo dire che i risultati sono incoraggianti. Sembro non aver perso assolutamente né la qualità né la massa muscolare, ottenendo tra l’altro una ancora maggiore separazione e definizione nonché una ottima vascolarizzazione. I valori di forza assoluta sono lievemente calati, ma non tanto da far supporre un deficit prestazionale elevato, credo che con 3 settimane di allenamento specifico per la forza potrei tornare ai livelli precedenti se non addirittura migliorare, sfruttando l’aumento di innervazione dato da questo tipo di esercitazioni funzionali.

Di certo questi mesi mi hanno aiutato a colmare almeno in parte alcune lacune muscolari, in particolare riferimento a polpacci e pettorali.

 

Di seguito descriverò sinteticamente il programma di lavoro che ho svolto in questo periodo:

 

  • riscaldamento 10 minuti di bike orizzontale a ritmo blando
  • Polpacci 3 esercizi:
  1. calf Press orizzontale 4 x 10 rec. 60”  (100 kg)
  2. sitting Calf 4 x 10 (esplosivo) rec. 60”  (60 kg)
  3. standing Calf su 1 piede con  4 x 10 alternando senza sosta sinistro e destro (20 kg)
Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Novembre 2009 21:42
 

Il passato nel futuro...

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Negli ultimi anni gli sport da combattimento si stanno facendo strada nel mondo dello spettacolo. Se una volta era solo la Boxe, i pugili, e le loro vicende di vita oltre che di ring, ad interessare sia gli appassionati (che seguivano a bordo ring) sia il grande pubblico (che seguivano il cinema ed il filone dei vari film sul pugilato), ora invece sono gli “sport minori” come la Kick Boxing, la Muay Thai, il K1 e le MMA ad entusiasmare le folle.

L’Italia è stata un’ottima fucina di Campioni tra gli anni ‘80 e’ 90 per quanto riguarda il Full Contact, disciplina progenitrice almeno temporale dell’avvento in Europa di Kick e Thai.

I vari Liberati, Perreca, Campiglia, Haller e moltissimi altri hanno dato il via ognuno ad una propria scuola coltivando atleti dediti in particolare modo al Full Contact, disciplina nella quale loro si distinsero fino a primeggiare e a divenire Campioni del Mondo.

A distanza di un ventennio cosa resta di quel retaggio? Di quei Campioni?

Indubbiamente ognuno di loro è ormai un affermato e stimato Maestro. Ognuno di loro ha la sua bellissima ed attrezzatissima palestra e numerosi iscritti. Ma atleti pochi.

Il Full Contact è una disciplina in via di estinzione nonostante i numeri federali. Il futuro è già passato sopra la Kick Boxing e sta dimenticando anche la Muay Thai….

È incredibile! Gli americani che arrivarono per ultimi a scoprire il Karate (durante il Grande Conflitto) ne trassero subito le conclusioni proponendo il Full Contact. Allo stesso modo oggi cavalcano la recente crescita e diffusione di discipline antiche per riunirle insieme sotto il nome di MMA: Mixed Martial Arts.

È indubbio che gli americani abbiano uno spirito organizzativo e di promozione esageratamente efficiente.

Forse ai nostri occhi europei anche un tantino pacchiani, vistosi, chiassosi e a tratti circensi, ma indubbiamente i format da loro ideati e costruiti poi funzionano e vengono esportati in tutto il mondo.

Cosa resta dunque del passato? Quel passato che ha portato all’odierna MMA e all’attenzione del grande pubblico?

Il Full Contact in America, oltre alla fiamma W.A.K.O. ancora resistente, si è creato un proprio circuito con la World Kombat League promossa e diretta da Chuck Norris. In Europa esistono ancora manifestazioni di grande interesse di questa disciplina, per lo più in Italia, Francia e paesi dell’ex Unione Sovietica, ma la spinta di queste nuove discipline, l’attrazione verso sport più cruenti e quindi richiesti sta spostando i migliori atleti verso la MMA, lasciando che il livello si abbassi nelle “vecchie discipline da ring” (in fondo il Full Contact  ha solo 40 anni….).

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Novembre 2009 21:23
 

L'Arte della Guerra

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Dopo l’esperienza della Coppa del Mondo WAKO a giugno avevo un po’ l’amaro in bocca. Mi ero reso conto che il tempo passa e che tra poco non potrò più combattere per limiti di età oltre che per gli inevitabili impegno della vita e per i numerosi acciacchi…

Anche Massimo (Liberati) sembrava curioso di capire fin dove volevo arrivare. Lui a giugno non mi ha visto combattere, non è venuto. E magari quello che abbiamo raccontato al ritorno lo ha incuriosito circa la mia reale condizione atletica e disponibilità a battermi. Inoltre dal mese di giugno alla metà di luglio avevo allenato Alessandro Patrignani per fare il Titolo Italiano Professionisti, sostenendo almeno 2 volte a settimana sedute di sparring abbastanza intense. Quindi si presupponeva che fossi allenato.

Insomma è andata a finire che ad agosto mentre tutti gli altri erano in ferie e la palestra quasi deserta io mi allenavo da solo al sacco perché Max mi aveva proposto di fare un match a fine mese in Calabria.

La borsa era discreta e quanto mai necessaria nel periodo estivo visto che si lavora meno, così ho accettato subito.

All’inizio avrei dovuto fare 3 round di Full Contact, poi dopo qualche giorno mi chiede se per me fa lo stesso se si stratta di Low Kick, ed io dico subito che va bene. Ho sempre avuto questo carattere, se dico no è no dall’inizio, se dico si è si qualunque cosa succeda (ci ho perso un Titolo Italiano così, per non dire no quando avevo dei motivi per farlo….). Dopo qualche altro giorno le riprese da effettuare diventano 5, ma io dico sempre di si. Poi l’avversario di Kick viene a mancare e mi dicono di fare di nuovo di Full, sta diventando un tormentone.

Insomma il venerdì precedente (si combatte lunedì 31 agosto) ancora non si sa bene con chi combatterò e soprattutto quanti round e in quale specialità!

 

Lunedì mattina come al solito vado a lavorare all’edicola, sveglia alle 4.30 e via a lavoro alle 5.00.

Stacco un po’ prima del solito per la partenza, alle 11 sono in palestra e partiamo per Bisignano,un paesino vicino Cosenza.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Novembre 2009 21:25
 

Back to Fight

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Da quando ho smesso di combattere nel febbraio 2006 la gente che mi conosce e mi sta vicino mi ha sempre chiesto come mai, se non ne sentissi ancora voglia, se veramente non avrei più riprovato a salire sul ring.

Non che io abbia avuto chissà che carriera, per carità, diciamo un buon atleta ma niente di clamoroso.

Però alcune persone care e meno care evidentemente vedono in me qualcosa in più di quel poco che ho fatto agonisticamente,e mi chiedono e si chiedono perché non provare a fare di più.

I motivi che mi hanno portato più di 3 anni fa a decidere di non combattere più non sono né i problemi fisici, che pure ci sono ed anche piuttosto importanti, né la mancanza di volontà, assolutamente. Piuttosto si tratta di divergenze ed attriti con l’ambiente e le persone che dovrei frequentare per combattere ancora.

Il mio amico-fratello di guanti-allievo Luca sa bene di cosa parlo, gliene ho parlato chiaramente. E così ha avuto come spesso gli capita una brillante idea. Un giorno di maggio scorso, arriva e mi dice: andiamo alla Coppa del  Mondo WAKO Best Fighter!

Ci iscriviamo e partiamo da soli, io e te. Lì non ci conosce praticamente nessuno, andiamo, combattiamo, ci divertiamo, e la facciamo finita con le gare facendo una bella esperienza invece che con rimpianti e delusioni.

L’idea era ottima e ben circostanziata. Non potevo dire di no!

Ci alleniamo per circa un mese, anche insieme a Mauro Aversano (Maestro ed Atleta Professionista) e Alessandro Patrignani (fresco Campione Italiano 1° serie e futuro Campione Italiano Professionisti), facendo più che altro sparring, lavorando sul ritmo e ritrovando automatismi e reattività mai del tutto sopiti ma piuttosto rallentati rispetto al ritmo di gara.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Novembre 2009 21:26
 

Metodi di allenamento

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In relazione all’allenamento, possiamo parlare di metodo nel senso di sistema organizzato e programmato di esercizi e test di valutazione, volti a garantire il miglioramento della prestazione ed il raggiungimento dello stato di forma.
Nello studio delle metodologie di allenamento riveste sempre e comunque particolare importanza la rilevazione delle caratteristiche psico-fisiche dell’atleta interessato. La comprensione delle predisposizioni naturali e delle qualità come delle carenze e dei difetti del singolo atleta può portare a formulare programmi di allenamento seguendo metodi diametralmente opposti.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Maggio 2009 12:31
 
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