| Indice Articolo |
|---|
| La difesa |
| Le manovre |
| Oltre le manovre |
| Divisione delle schivate |
| Errori classici |
| Contrattacco |
| [ articolo completo ] |
Oltre a queste manovre difensive esiste ovviamente tutta una serie di combinazioni tra bloccaggi,schivate e spostamenti che inseriti di continuo e con azzeccato tempismo nell’azione, rendono l’atleta che le esegue molto difficile da individuare e colpire. Ci chiediamo in questo senso, se sia il caso di parlare di singoli atteggiamenti, ben calibrati e concatenati (ma pur sempre tanti e consecutivi singoli movimenti diversi), oppure di azioni combinate vere e proprie. Nel secondo caso è utile imparare alcune manovre evasive ed inserirle spesso nelle sequenze di attacco onde evitare di essere intercettati od “incrociati” facilmente, senza tuttavia limitarci a queste bensì rimanendo attenti e fantasiosi nel combinare le singole schivate, o spostamenti o bloccaggi in azioni complesse fluide e dal ritmo incessante, lavorando di intuito, esperienza e creatività.
Bisogna cioè allenare la difesa attiva esattamente come si farebbe con le tecniche di attacco, imparando dapprima i singoli movimenti (in attacco saranno colpi, in difesa saranno schivate-spostamenti-bloccaggi) e perfezionandoli nella loro forma ed economia, poi realizzando vere e proprie combinazioni tra questi elementi difensivi, automatizzando alcuni schemi difensivi di base e procedendo ad inserirli sempre costantemente nelle azioni di attacco, nello sparring, al sacco, durante l’addestramento tecnico e persino nel vuoto e nel riscaldamento.
Azioni difensive dovranno altresì essere allenate secondo i consueti metodi conosciuti, come il power training, il circuit training e così via, per aumentare le capacità condizionali (forza, resistenza e velocità) anche in relazione alla specificità di questi gesti.


