Cerca nel Sito

Sondaggi

Hai mai avuto un personal trainer?
 

Immagini Casuali

Sollevamento alla sb...

Chi è online

 8 visitatori online

L'Arte della Guerra

E-mail Stampa PDF

Dopo l’esperienza della Coppa del Mondo WAKO a giugno avevo un po’ l’amaro in bocca. Mi ero reso conto che il tempo passa e che tra poco non potrò più combattere per limiti di età oltre che per gli inevitabili impegno della vita e per i numerosi acciacchi…

Anche Massimo (Liberati) sembrava curioso di capire fin dove volevo arrivare. Lui a giugno non mi ha visto combattere, non è venuto. E magari quello che abbiamo raccontato al ritorno lo ha incuriosito circa la mia reale condizione atletica e disponibilità a battermi. Inoltre dal mese di giugno alla metà di luglio avevo allenato Alessandro Patrignani per fare il Titolo Italiano Professionisti, sostenendo almeno 2 volte a settimana sedute di sparring abbastanza intense. Quindi si presupponeva che fossi allenato.

Insomma è andata a finire che ad agosto mentre tutti gli altri erano in ferie e la palestra quasi deserta io mi allenavo da solo al sacco perché Max mi aveva proposto di fare un match a fine mese in Calabria.

La borsa era discreta e quanto mai necessaria nel periodo estivo visto che si lavora meno, così ho accettato subito.

All’inizio avrei dovuto fare 3 round di Full Contact, poi dopo qualche giorno mi chiede se per me fa lo stesso se si stratta di Low Kick, ed io dico subito che va bene. Ho sempre avuto questo carattere, se dico no è no dall’inizio, se dico si è si qualunque cosa succeda (ci ho perso un Titolo Italiano così, per non dire no quando avevo dei motivi per farlo….). Dopo qualche altro giorno le riprese da effettuare diventano 5, ma io dico sempre di si. Poi l’avversario di Kick viene a mancare e mi dicono di fare di nuovo di Full, sta diventando un tormentone.

Insomma il venerdì precedente (si combatte lunedì 31 agosto) ancora non si sa bene con chi combatterò e soprattutto quanti round e in quale specialità!

 

Lunedì mattina come al solito vado a lavorare all’edicola, sveglia alle 4.30 e via a lavoro alle 5.00.

Stacco un po’ prima del solito per la partenza, alle 11 sono in palestra e partiamo per Bisignano,un paesino vicino Cosenza.

Ore di macchina insieme al mio avversario, Roberto D’Amore, lo stesso che ha da poco disputato il Titolo Italiano Pro con il nostro Ale Patrignani perdendolo ai punti. Insomma Roberto deve essere allenato, ma sembra lo stesso molo nervoso. Ci conosciamo da un sacco di tempo sportivamente parlando e una volta abbiamo anche fatto un po’ di sparring in palestra, ma niente di più.

La serata fila via lenta tra l’arrivo a Bisignano, una doccia in hotel, la conferenza stampa (addirittura???) e gli altri incontri di Light Contact e qualche esibizione varia.

Finalmente verso le 23.30 tocca a noi (io sono sempre in piedi dalle 4.30….).

Massimo durante il viaggio ci ha raccomandato di far un bel match, visto che si tratta di un paesino che vede queste manifestazioni per la prima volta. Di non cercare ostinatamente il k.o. bensì di svolgere un match dinamico, arzillo e spettacolare, pur restando ovviamente una competizione e quindi inevitabilmente bisogna spingere per vincere, ognuno al suo meglio.

Quando inizia il primo round capisco che Roberto non è l’avversario ideale per questo genere di incontro. Lui è spigoloso, reattivo e abbastanza duro. Non si sbilancia mai in lunghi scambi tecnici, piuttosto aspetta e cerca di incrociare duro. Prendo subito il centro del ring e cerco di mantenere l’iniziativa, pur se con qualche colpo a vuoto di troppo.

Mi limito ad andare a segno per fare punti senza avventurarmi troppo vicino al mio avversario che pare non aspettare altro che trovare un colpo duro.

La seconda ripresa va più o meno nello stesso modo, Max all’angolo mi ha incitato a fare un po’ di più, ma a mio avviso sto già tenendo banco e fare di più significherebbe solo andare incontro con più facilità agli sporadici colpi che Roberto piazza sempre singoli e determinati.

Verso la fine del secondo round incappa in una delle mie frequenti spazzate, e irrigidendo la gamba per non finire a terra, si fa male ad un ginocchio. Passa qualche minuto a mettere il ghiaccio e non si capisce se continuerà oppure no. Poi decide di riprendere, meglio così. Sarebbe stato brutto finire subito il match e per giunta per infortunio.

Massimo mi stimola ancora a fare di più ed io cerco di accontentarlo nel terzo round portando ancora più calci e infilando qualche serie più lunga di braccia, anche se mi sembra di esagerare perché Roberto nonostante sia attivo e sempre pericoloso, quando accelero i colpi li prende facilmente.

Nel quarto round mi si sorprende un paio di volte con il diretto sinistro (lui è mancino…) e altrettante di calcio sia frontale che circolare. Non che io faccia meno, ma obiettivamente forse questa è stata la sua migliore ripresa. Inoltre riesce a chiuderla proprio con un ultimo diretto sul suono del gong, e questo influenza sempre il giudizio. In fondo i giudici sono esseri umani e tendono a ricordare meglio le ultime cose che hanno visto, quindi piazzare dei buoni colpi verso il finale premia sempre.

Max come al solito non è che mi dica molto all’angolo, nessun consiglio tecnico-tattico, giusto mi sprona a fare di più e meglio. Boh, forse veramente non c’è niente da dire, o forse non abbiamo quel feeling giusto che lo porta ad entrare nel match e a dare opinioni tratte da sensazioni di esperienza. Non lo so.

Comunque inizia l’ultimo round e mi aspetto che Roberto ora dia il tutto per tutto, visto come ha finito il round precedente. Io però voglio vincere. Sia perché ci tengo per me, per Max, per la palestra, per il fatto che ha lui ha da poco perso con Patrignani ed io non voglio certo essere da meno…sia perché qui invece della solita coppa come premio hanno disposto una piccola cintura da campione, e a me piace proprio l’idea di indossarla.

Così l’ultimo round è forse il più bello. Io spingo un po’ di più, sempre ricordando di fare un bello spettacolo e anche Roberto non si risparmia. Pur spingendo si scopre e si sbilancia e io lo infilo più volte con colpi non durissimi ma efficaci e precisi.  Alla fine vinco e mi merito la mia piccola cintura di campione.

Massimo Liberati, che è mio Maestro, ex-socio ed attuale cognato dirà che non è stato un bel match, che potevamo fare di più, riferendosi mi sembra soprattutto a me….

Mah. Che dire?! Non sono d’accordo.

I suoi commenti, pur rispettabilissimi, non sono in linea con la mia visione dello sport. Di questo sport.

Mentre lui esprime pareri sfavorevoli a me viene in mente “l’Arte della Guerra” di Sun Tzu:

“colui che affrontando indomito mille battaglie ne esce vincitore non è necessariamente il più forte….semmai il più forte è colui che riesce ad avere la meglio sui suoi avversari senza neppure dover dare battaglia”

Insomma Max ci ha espressamente chiesto di fare un match pulito e fruibile per il pubblico.

Roberto ha un occhio livido e gonfio, sangue al naso e alla bocca, nonché un ginocchio sfortunatamente infortunato.

Io sono illeso.

Se non è vincere questo……….

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Novembre 2009 21:25
 
Pedana Training Lab © 2012 - [credits]